Thursday, September 9, 2010

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Sutra del Loto. Riassunto. Capitolo 16. Durata della vita del Budda.


Dopo aver ascoltato la domanda del bodhisattva Maitreya su come egli sia riuscito a quarant'anni dal raggiungimento della bodhi profonda a convertire innumerevoli schiere di bodhisattva perfetti, il Buddha Śākyamuni chiede all'intera assemblea riunita a Gṛdhrakūṭa di testimoniare la fede nel suo insegnamento, e solo dopo aver ascoltato questa testimonianza il Buddha spiegò che:



« I deva, gli uomini e gli asura di ogni mondo credono che il Buddha Śākyamuni dopo essersi allontanato dal clan degli Śākya, si sia seduto sull'eccelso e sublime seggio del risveglio nei pressi della città di Gayā. Ma non è così accaduto. Figli nobili, sono in realtà trascorsi innumerevoli, infiniti, centinaia di migliaia di miriadi di milioni di nayuta di kalpa da quando ho conseguito lo stato di buddha. »
(Sutra del Loto, XVI)

Nel prosieguo della sua spiegazione, il Buddha Śākyamuni racconta che lui da tempo immemorabile vive nel mondo di sahā dove opera come il Buddha, apparendo e predicando in modo differente a seconda della mente degli uomini e delle loro necessità. Solo alle persone di scarse virtù narra di aver lasciato la famiglia in gioventù conseguendo successivamente la bodhi perfetta, ma lo fa per venire incontro alle loro inadeguate possibilità di comprensione. Così come differentemente si manifesta e differenti sono i suoi sūtra, tutti comunque veri.

« Perché mi comporto in questo modo? Perché il Tathāgata vede il Triplice mondo per quello che è esattamente. Esso è senza nascita e senza morte, né saṃsāra né nirvāṇa. Né è reale, né è illusorio, né è in questo modo né è differente da questo modo, non è così come percepito da coloro che vi dimorano. »
(Sutra del Loto, XVI)

Coloro che abitano questo world, says the Sakyamuni, are different, with different ways of thinking and different desires, should be adapted to save the teachings of their diversity. For this reason, the Buddha preached his own parinirvāna while not entering it never, never having yet completed its long range of the bodhisattva.

"Why do I behave this way? Because if the Buddha remained too long in the Triple world, people with few virtues would not be able to plant roots and that there is so virtuous poor and inadequate would promote attachment to the desires falling prey to illusions. Seeing that the Tathagata is always in the world, not knowing any extinction, would be negligenti ed egoisti oppure cadrebbero nello sconforto. Non comprenderebbero quanto sia raro incontrare un buddha, non riconoscendogli né rispetto né autorevolezza. »
(Sutra del Loto, XVI)

Per spiegare questa dottrina del Buddha eterno e della necessità di predicare comunque il suo parinirvāṇa, lo Śākyamuni narra una parabola in cui un padre tornando a casa viene a sapere che i suoi figli hanno inavvertitamente ingerito del veleno. I figli gli corrono incontro supplicandolo di curargli l'avvelenamento, allora il padre prepara subito una medicina e la consegna ai figli. I più avveduti l'assumono prontamente, mentre coloro i quali hanno perduto la lucidità a causa dello stesso avvelenamento pur esprimendo satisfaction for the presence of the father refused to seek treatment in the grip of delusions. Then the father comes up with a gimmick: it announces the children to be old and near death, he leaves the medicinal preparation inviting them to hire him after his death, and finally preparing to travel. Arrived in another country sends them a messenger with the news that he died. The desperate children no longer know what to use to cure their poison, not medicine remains to him by his father and immediately take it. Healed, they appear the father is still alive and back from the trip.

The Buddha then asks participants to the meeting if the father in the parable did well or not to lie to children about his death. These support che tale padre si è comportato in modo più che adeguato per salvare i suoi figli.

« Quando gli esseri senzienti divengono credenti devoti

retti e sinceri
desiderando con il cuore di incontrare il Buddha
offrendo la propria vita
allora io e l'assemblea dei monaci
appariamo loro insieme a Gṛdhrakūṭa.
[...]
Quando gli esseri senzienti vivono nella fine di un kalpa
e tutto brucia all'interno di un immenso fuoco
questa mia terra rimane illesa
sempre popolata da maru e da uomini.
Le sale e i palazzi con giardini e boschi
arricchiti di pietre preziose
con alberi da frutta, ricchi di fiori,
con esseri senzienti felici and at ease

[...] This is not my land destroyed
despite what I see men on fire
and are in fear and suffering
these beings with many faults, with a

spending endless bad karma kalpa
without ever hearing the name of the Three Treasures.
Only those who practice the Way of the merits,
that are friendly, honest, all these myths



see me here, in my person, intent on preaching the Dharma. "
(the Lotus Sutra, XVI)

Gene Reeves [1] shows that:

" In this parable, the father-doctor, of course, is the Buddha and his death is as fake entry into the nirvana of the Buddha. In fact, according to the Lotus Sutra, the Buddha of universal, loving father of the world acting to save all from suffering, is not dead and will not die. He pretended to die just to make people more responsible for their own lives. This is a good example of how the Sutra, by taking a fundamentally negative concept - nirvana - turn it into a world that says "

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